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Giuseppe Taddei(Genova, 26 giugno 1916)è un baritono italiano, talvolta impegnato anche in ruoli di basso buffo.Dimostra presto (già verso i 10 anni di età) la sua naturale inclinazione canora e teatrale verso il melodramma. All'età di 18 anni va a Roma per partecipare ad un concorso di voci liriche bandito dal Teatro dell'Opera e lo vince. Tullio Serafin allora "monarca" assoluto ed illuminato di quel teatro, nonché preveggente "talent scout", lo sente e lo fa immediatamente debuttare nella parte dell'Araldo nel Lohengrin. In seguito Serafin gli affida diversi altri ruoli, alternando parti principali e parti secondarie. E'il tirocinio ed insieme l'iniziazione teatrale, ma sarebbe anche stato l'inizio di una brillante carriera. Però scoppia la guerra.
Il giovane Taddei viene infilato dentro una divisa e, poco tempo dopo, viene spedito nei Balcani a "spezzare le reni alla Grecia". Nei Balcani resta senza mai sparare un colpo, quando nel settembre del 1943 i tedeschi, non avendo Taddei optato per la Repubblica di Salo', prendono prigionieri lui e tutta la sua guarnigione e li trasferiscono nei vari campi di concentramento sparsi per la Germania ed i paesi occupati.
Comincia il periodo più terribile della sua vita, soffre la fame, il freddo, le ingiurie della storia e degli uomini, finchè la scoperta casuale delle sue doti da parte di alcuni tedeschi amanti della lirica -cantava per i suoi compagni nelle baracche-, fa sì che le sue condizioni migliorino quel tanto che basta per sopravvivere e per non perdere la speranza. Gli è permesso così di girare per i "Lager" per cantare per i prigionieri di ogni nazionalità fino a quando entra, alla fine della Guerra, nella squadra degli artisti che lo "Special Service" americano utilizza al fine di organizzare spettacoli per le truppe alleate.Capita così a Salisburgo, dove conosce Von Karajan, che lo coopta immediatamente e con il quale inizia una lunga e proficua collaborazione.E'l'inizio della sua carriera internazionale, che lo porterà ad affermarsi come "Star" del melodramma e che lo condurrà nei teatri più importanti del mondo: da "La Scala" allo "Staatsoper" al "Metropolitan" che faranno di lui una delle figure e voci "storiche ed una delle più rappresentative del '900. Lavorerà con tutti i più grandi cantanti e direttori d'orchestra, da Serafin a Karajan, fino a Zubin Mehta e Claudio Abbado, con il quale eseguirà a Vienna nel 1991 un memorabile "Simon Boccanegra" all'età di 75 anni. Scrive Enrico Stinchelli nel profilo pubblicato nel volume "Le stelle della lirica:"La voce di Giuseppe Taddei è di rara bellezza timbrica più volte paragonata alla morbida e vellutata cavata di un violoncello, una voce pastosa, calda, emessa con perizia tecnica. Inoltre Taddei possiede l'innato, e raro, gusto per la fantasia interpretativa, riuscendo a trovare per ogni personaggio l'esatta definizione espressiva, sia in termini puramente vocali (accenti, colori, inflessioni) sia con la gestualità del grande attore. Con simili qualità il repertorio non può che essere estremamente vario e ampio: da uno splendido Mozart al Verdi della maturità (Macbeth, Rigoletto, Boccanegra, Otello), ai più importanti personaggi del verismo tra cui Scarpia, Tonio, Schicchi Gérard. Ma non vanno dimenticati il suo Hans Sachs dei Maestri cantori, l'Olandese Volante, il Principe Igor, I Pescatori di Perle, l'Eugenio Onieghin".Ancora oggi Giuseppe Taddei riesce ad affascinare il pubblico, esempio vivente quasi unico nella storia del melodramma, prova di una classe, di una vocalità e di un amore per la propria professione che hanno pochissimi eguali nel Novecento." |
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