Videos for: sardegna |

| 15° Rally della Sardegna 2008 - ps Olzai
|
Video amatoriale prova TRT 15° Rally della Sardegna, video girato sulla prova speciale di Olzai. Rally vinto da Aghini - Cerrai su Subaru Impreza N14 |
Views:
2894
4
ratings |
| Time:
09:17 |
More in
Autos & Vehicles |
[ play video ]
| | |

| Rally d'Italia Sardegna 2008 - Day 2 - SS8 con crash nr. 40
|
SS8 Monte Lerno - salto
17 maggio 2008 |
Views:
7050
17
ratings |
| Time:
02:56 |
More in
Autos & Vehicles |
[ play video ]
| | |

| Berlusconi e Putin in Sardegna - TG3
|
Servizio del TG3 sulla conferenza stampa congiunta berlusconi-Putin in Sardegna.
Gaffe di Berlusconi con una giornalista russa. |
Views:
10409
33
ratings |
| Time:
01:53 |
More in
News & Politics |
[ play video ]
| | |

| El harga min Annaba li Sardegna
|
La malheureuse realite d'el harga ta3 les jeunes vers Sardegna |
Views:
15453
16
ratings |
| Time:
06:23 |
More in
Comedy |
[ play video ]
| | |

| Rosa di Gerico - (sardegna misteriosa)
|
Ci si chiederà perchè tanti nomi per una sola chiesa.Il fatto è che questo stupendo edificio ha attraversato secoli di storia e in origine si ritiene che la sua denominazione fosse proprio Jericum (Gerico) che significa 'luogo sacro'. "La festa più importante di Tergu -si legge nel sito ufficiale del Comune - è quella dedicata alla Natività di Maria, patrona del paese, e viene celebrata nella basilica l'8 settembre. L'origine di tale festa è antichissima, venne importata a Tergu dai monaci orientali che verso la metà del 600 d.C. fuggirono dalle loro regioni cadute nelle mani dell'Islam. Probabilmente deriva dall'usanza Cananea di iniziare l'anno con la festa dell'autunno Caputanni o Capudanni, infatti così viene chiamato il mese di settembre in lingua sarda".Tale remota memoria si ravviserebbe nella presenza delle 'rose di Gerico' (Anastatica ierocuntica) scolpite lungo gli archetti ciechi in calcare bianco presenti in facciata: rose in fiore e rose secche, esplicito riferimento al fenomeno dell' igrocrasia, cioè l'assenza di umidità. Questo fiore, la rosa di Gerico, cresce solamente nel deserto nel Negeb e vive senza acqua per decenni, pur mostrandosi rinsecchita e creduta morta.Se anche dopo decenni riceve dell'acqua però, misteriosamente si rimette a rinverdire e rifiorire. Nel Medioevo questo fenomeno poteva considerarsi la metafora della resurrezione. Ma ci doveva essere un motivo per cui questo preciso luogo fosse ritenuto sacro e così venerato
Marisa Uberti
http://www.duepassinelmistero.com/Tergu.htm
Un grazie a R.T.per il suo prezioso aiuto |
Views:
2832
12
ratings |
| Time:
03:20 |
More in
Travel & Events |
[ play video ]
| | |

| ATZARA, AL CENTRO DELLA SARDEGNA! (ITALY)
|
ATZARA ONLINE
http://www.comune.atzara.nu.it/
http://www.atzara.com/
@: Prolocoatzara@tiscali.it
E non perdere il sito ...
http://www.tinturenaturali.sardegna.it/
...un viaggio nel laboratorio di tinture naturali del dott. Maurizio Savoldo;
LA ROBBIA.(video)
http://it.youtube.com/watch?v=ABEUN29jXCM
SARDEGNA
Atzara è un comune della provincia di Nuoro , a 540 m sul livello del mare . Da sempre meta di importanti pittori, rappresenta oggi un importante centro culturale della Sardegna. Tra le viuzze del centro storico che si innescano le une nelle altre dando luogo a effetti scenografici di grande suggestione, è particolare assaporare i piatti e i dolci tipici atzaresi , e degustare un bicchiere di ottimo vino nelle antiche cantine. Il paese è toccato dalla statale 128, che attraversa da Nord a Sud questa parte interna dell'isola e crea il collegamento diretto con Sorgono da una parte e Meana Sardo dall'altra. Nei pressi del paese se ne distaccano due traverse , una che conduce a Samugheo e Ortueri , l'altra a Belvì e Aritzo , così che Atzara costituisce un piccolo nodo stradale. Il suo territorio privo di rocce superficiali e ricoperto a tratti da boschi originari alternati a ampie superfici coltivate a vite. Tranquillità , ospitalità , divertimento da una parte , cultura , genuinità e tradizione dall'altra costituiscono le parole chiave di questo paese. Il luogo ideale quindi per trascorrere una vacanza diversa dal solito , di puro relax , e del tutto Originale.
Seconda domenica di maggio: Sagra del vino e Festa di Sant'Isidoro
22 agosto: Festa di Santa Maria de josso
7 Settembre: Festa di Santa Maria de susu
13 novembre: Festa del patrono Sant'Antioco
Novembre: Dal Vino Alla Pittura Cortes Apertas ad Atzara.
Atzara and its hills, softened by the work of its people, naturally and simply represent an extraordinary example of how people can preserve their traditions intact, even through the centuries, restoring the lights and colours of days gone by to the modernity of the present day.
Lights and colours that are reflected in the pure, charming and varied landscapes, and in the tastes and aromas of a simple, peaceful way of life.
In Atzara, everythings is reflected in the traditions and originality of the area: from the wine and local cuisine, to the precious handcrafted items and traditional folklore containing all of the unique and specific qualities of the past.
All this is Atzara and the atzaresi: men and women who are able to look to the future while preserving their historical memories intact, using the strength of tradition as a basis for sustainable development that will respect man and nature. |
Views:
3587
13
ratings |
| Time:
04:31 |
More in
Travel & Events |
[ play video ]
| | |

| sardegna sballa 2
|
da un fan di SENSATIONAL GIANNI
guardate il mio myspace benfri BEN3 |
Views:
21706
45
ratings |
| Time:
01:29 |
More in
Comedy |
[ play video ]
| | |

| Santi e Cavalieri in Sardegna: l'apoteosi del Cavallo
|
Santi e Cavalieri in Sardegna: l'apoteosi del Cavallo
I padri della chiesa hanno avuto nei confronti del cavallo un atteggiamento diversificato: da una parte il cavallo aveva una conno I padri della chiesa hanno avuto nei confronti del cavallo un atteggiamento diversificato: da una parte il cavallo aveva una connotazione negativa di superbia e lascivia, quasi di peccato perché nitrisce quando si avvicina una femmina e dall'altra che è quella pertinente al nostro progetto, di vittoria, come quella dei martiri sul mondo. In Sardegna le immagini dei cavalieri vincenti più ricorrenti sono quelle di San Giorgio e Costantino, di San Michele Arcangelo, di San Maurizio patrono dei Cavalieri e di San Martino. Altri santi equestri venerati sono il patrono della Provincia di Sassari, San Gavino. Lo stesso San Paolo viene raffigurato armato con la spada come nel caso della facciata delle cattedrale di Bosa oppure caduto da cavallo come nel quadro posto nella chiesa della Santissima Trinità di Sassari.
Un santo atipico e 'discusso' è Costantino che viene presentato sia a cavallo che in piedi come nel caso della cattedrale di Bosa. L'onomastica presenta anche forme volgari come S.Guantino a Villa di Chiesa, Gosantine, Comita, Gantine soprattutto nei Condaghe, vedi il Condaghe di Bonarcado. I centri di culto di questo santo sono a Sedilo, Genoni, Samugheo, Pozzomaggiore, e Paulilatino.
Nella narrativa sarda come del resto in tutte le raccolte di testi riguardanti le tradizioni popolari quali le ballate, le fiabe, ed i racconti il cavallo ha una funzione magica, dal punto di vista attanziale è una figura che aiuta l'eroe ha compiere la sua impresa. Il cavallo è un aiutante nobile ed intelligente senza il quali l'eroe o il santo non potrebbero vincere. I cavalieri delle varie ardie sono una variabile paradigmatica di un sentimento religioso che trae la sua origine da una fede incarnata nell'isola, molto profonda caratterizzata da antichi riti ancestrali che hanno subito profonde modificazioni nello spazio e nel tempo. La contaminazione culturale e il progresso tecnologico ha modificato le abitudini dei sardi, ma esistono alcune feste che sembra si siano fermate nel tempo. La scrittrice sarda Grazia Deledda racconta con sapere magico il cavallo e ciò che offre il suo punto di vista ripreso da una posizione di privilegio ecco come fotografa Grazia Deledda l'ambiente che la circonda.
Un tempo io ero, pare impossibile, una intrepida amazzone. Ma da noi, in quel tempo, si nasceva, si può dire, a cavallo. Invece che sulle sedie i bambini s'arrampicavano sui mansueti ronzini invariabilmente legati nelle stalle dei ricchi proprietari e sotto le tettoie dei pastori poveri: a cavallo i proprietari andavano a visitare le loro terre, a cavallo si viaggiava da un paese all'altro, a cavallo le nobili dame si recavano a sciogliere qualche voto nelle belle chiese di stile pisano che arricchiscono l'isola, e le serve a portare l'acqua dalla fontana. E a cavallo si partiva, nelle luminose albe di primavera e d'autunno, in allegre brigate, per le feste campestri: il cavallo, quindi, era per noi ragazze di buona famiglia condannate ancora a una vita orientale, chiusa e sorvegliata gelosamente dai genitori, fratelli, zii e cugini, un simbolo di libertà e di gioia. Si diventa alti, a cavallo, e si ha l'illusione di essere, come i centauri, creature favolose agili e forti capaci di camminare, senza mai stancarsi, fino ai limiti della terra.
L'emozione che si prova davanti alle varie ardie che si susseguono nell'anno agrario che termina con l'assunta e rinasce simbolicamente con la natività di Maria, è forte come così lo stupore che sembra assopirsi ma che si manifesta ogni qual volta il rito si ripete tra il forte incedere dei cavalli è i gosos recitati dai pellegrini che offrono al santo i ceri per sciogliere un voto o per pregare per un proprio defunto o una persona cara alla quale ci si sente vicini. I cavalli, gli stendardi, i cavalieri e le bandiere fanno parte di questo arcobaleno di sensazioni che unite tutte insieme danno un forte impatto emotivo che trascende dalla fede che ognuno ha nei confronti dell'epifania o del sacro. D'altronde se si guarda con attenzione il termine ardia è connesso semanticamente con la processione in senso religioso più che di una corsa a guardia del santo.
I cavalli e i cavalieri sono le maggiori attrazioni di tutte le manifestazioni e sagre religiose che si tengono in Sardegna, la loro funzione naturale è quella dell'Ardia ovverossia di scortare e di proteggere il santo come accade in gran parte delle processioni che avvengono in Sardigna; gli stessi Pali sono una variabile paradigmatica di questo culto, i Pali come quello dell'assunta che si teneva a Sassari durante la discesa dei Candelieri; il palio di Fonni, di San Giovanni Battista, il Palio di San Mauro a Sorgono e quello di Torralba per la festa dello Spirito santo; il palio di Gavoi che si svolge per la festa delle Madonna d'Itria, il Palio di San Lussorio che si svolge a Borre, a Romana, a Santu Lussurgiu e a Oliena il 21 agosto; Il palio di Ollollai che si svolge il 24 agosto per i festeggiamenti di San Bartolomeo; i Pali di Paulilatino per la festa di Maria Maddalena e per San Costantino; il palio di Lula e di tutti i paesi con forti connotazioni religiose e con una forte propensione nei confronti dei cavalli. I pali di Sedilo, Samugheo e Pozzomaggiore per la festa di Costantino per restituì la libertà ai cristiani. (more) (less) |
Views:
4196
20
ratings |
| Time:
05:04 |
More in
Travel & Events |
[ play video ]
| | |

| Sardegna e Irlanda, Incontro tra isole diverse
|
Alcune immagini su musiche irlandesi dell'Ardia di Sedilo, Sardegna.
Siamo in una cumbissia (così si chiamano le stanzette terrene che circondano la chiesa). La stanza è lunga, irregolare, bianca. Un pezzo di grossa tela ingiallita sta inchiodato al finestrino, perché non penetri il vento: la luce è scialba, fumosa, pregna degli odori caldi delle vivande: si pranza.
Di solito si pranza sempre fuori, al fresco degli alberi; ma questa volta, poiché minaccia di piovere, si è apparecchiata la tavola dentro. Le tovaglie sono stese per terra; i piatti scintillano come se contenessero acqua; il vino tremola e rosseggia nei bicchieri, nelle bottiglie di vetro; colonnine di fumo caldo si alzano dai grandi vassoi colmi di vivande. Fra le masserizie, accanto a qualche cuscino bianco che pare damascato, stanno grandi cocomeri dal verde lucido e cupo, dalle piccole venature gialle, e grappoli d'uva dal verde-oro e dal nero turchiniccio. Siamo diciassette intorno a questa mensa democratica: nell'ombra della porta risplende un visino di bimba pallida, bionda, dagli occhi azzurri: un tipo di madonnina, mentre in piena luce, vicino al suo fucile dalla canna lucente, c'è un viso barbuto e bruno di pastore.
Nel pomeriggio si balla. Il cielo è ancora cinereo, la brezza fresca passa sugli alberi, che si scuotono con un fruscio d'acqua scrosciante. Intorno intorno stanno legati, ai tronchi, cavalli di tinte diverse, dal nero al color caffè e latte: cavalli alti ed eleganti e ronzini dagli occhi di ciuco, semichiusi e melanconici. Un giovine, semisdraiato fra due pietre, suona una fisarmonica dalle note stridenti, tristi od allegre secondo i passi. Ci sono gruppi di signori e signorini e gruppi di paesane con la bocca schiusa al sorriso; e una fila di signore e signorine dalle alte pettinature; un arcobaleno di vestiti, costumi, scialletti avvolti intorno alla vita.
Le coppie danzanti però sono poche, e la polvere quasi indistinta che sollevano i loro piedi striscianti si sperde giù, tra il fitto degli alberi.
I santi guerrieri martiri di Sardegna
Il cavallo nell'immaginazione popolare ha avuto una valenza semantica di forza e potenza. Più importante rispetto al bue e al toro che avevano ugualmente un forte potere di rappresentazione allegorica. Già nell'arte delle caverne e delle grotte i cavalli erano fortemente effigiati insieme ai buoi selvatici rappresentati in Sardegna dalle protomi taurine. La prima immagine di un cavaliere in Sardegna ci è data dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari che ospita un arciere saettante in piedi sul dorso del cavallo. Questo sta a significare che già dal periodo nuragico venivano praticate corse a cavallo con gare di abilità equestre.
I padri della chiesa hanno avuto nei confronti del cavallo un atteggiamento diversificato: da una parte il cavallo aveva una connotazione negativa di superbia e lascivia, quasi di peccato perché nitrisce quando si avvicina una femmina e dall'altra che è quella pertinente al nostro progetto, di vittoria come quella dei martiri sul mondo. In Sardegna le immagini dei cavalieri vincenti più ricorrenti sono quelle di San Giorgio e Costantino, di San Michele Arcangelo, di San Maurizio patrono dei Cavalieri e di San Martino. Altri santi equestri venerati sono il patrono della Provincia di Sassari, San Gavino. Lo stesso San Paolo viene raffigurato armato con la spada come nel caso della facciata delle cattedrale di Bosa oppure caduto da cavallo come nel quadro posto nella chiesa della Santissima Trinità di Sassari.
Nella narrativa sarda come del resto in tutte le raccolte di testi riguardanti le tradizioni popolari quali le ballate, le fiabe, ed i racconti il cavallo ha una funzione magica, dal punto di vista attanziale è una figura che aiuta l'eroe ha compiere la sua impresa. Il cavallo è un aiutante nobile ed intelligente senza il quali l'eroe o il santo non potrebbero vincere. I cavalieri delle varie ardie sono una variabile paradigmatica di un sentimento religioso che trae la sua origine da una fede religiosa molto profonda e da antichi riti ancestrali che hanno subito profonde modificazioni nello spazio e nel tempo. La contaminazione culturale e il progresso tecnologico ha modificato le abitudini dei sardi, ma esistono alcune feste che sembra si siano fermate nel tempo. La scrittrice sarda Grazia Deledda racconta con sapere magico il cavallo e ciò che offre il suo punto di vista ripreso da una posizione di privilegio ecco come fotografa Grazia Deledda l'ambiente che la circonda.
Il cavallo ha spesso delle connotazioni tragiche come nel caso del racconto realizzato
intorno agli anni trenta dello scorso secolo dallo scrittore Gemina Fernando
"La leggenda del precipizio della sposa", edito nel 1930 a Milano.
Lo scenario è la festa campestre di San Francesco a Lula ed i monti
di Marreri e Molte Albo i protagonisti sono due sposini. Uno dei quali
commette una terribile trasgressione rifiutandosi di mangiare il Filindeu
che un tipo di pasta che viene servita nel Nuorese durante il festeggiamenti
nelle chiese campestri.:
Belle ragazze e donne anziane, preparavano nelle enormi caldaie di rame,
la minestra benedetta. Spezzavano entro il brodo bollente le sottilissime
grate del filindeu e condivano col formaggio odoroso di timo e di cisto...
Alla trasgressione segue la punizione che in questo caso è tragica il cavallo
si trasforma da figura attanziale magica positiva a strumento malefico
e infernale di una punizione ineluttabile:
E la sposa avrebbe voluto fermarsi; e lo sposo tirava le briglie
con tutta la sua forza, ma invano. Il cavallo impazzito non
ascoltava la canzone degli alberi in fiori, non sentiva gli
strappi del morso: correva, correva, correva, come il turbine.
Erano già sotto il monte Orthobene, già da Nuoro
si sentiva il saluto delle campane, quando sotto i
piedi dell'indemoniato animale si spalancò un burrone
profondo e cupo come la notte, entro il quale la sposa
cadde, come un frutto troppo maturo, e nessuno più la vide.
Ma il precipizio non si chiuse.
Un tempo io ero, pare impossibile, una intrepida amazzone. Ma da noi, in quel tempo, si nasceva, si può dire, a cavallo. Invece che sulle sedie i bambini s'arrampicavano sui mansueti ronzini invariabilmente legati nelle stalle dei ricchi proprietari e sotto le tettoie dei pastori poveri: a cavallo i proprietari andavano a visitare le loro terre, a cavallo si viaggiava da un paese all'altro, a cavallo le nobili dame si recavano a sciogliere qualche voto nelle belle chiese di stile pisano che arricchiscono l'isola, e le serve a portare l'acqua dalla fontana. E a cavallo si partiva, nelle luminose luminose albe di primavera e d'autunno, in allegre brigate, per le feste campestri: il cavallo, quindi, era per noi ragazze di buona famiglia condannate ancora a una vita orientale, chiusa e sorvegliata gelosamente dai genitori, fratelli, zii e cugini, un simbolo di libertà e di gioia. Si diventa alti, a cavallo, e si ha l'illusione di essere, come i centauri, creature favolose agili e forti capaci di camminare, senza mai stancarsi, fino ai limiti della terra.
E viene il crepuscolo con le sue ombre cineree: nella valle brillano i fuochi di lontani pastori, e sul cielo, ove al raggio del sole sparvero le nubi, appaiono le prime stelle della sera. I cavalli scendono galoppando dalla montagna e spariscono giù come macchie brune. I grilli mandano il loro primo stridio dal ritmo monotono, e i massi, gli alberi, le macchie di lentischio assumono nell'ombra strane forme nebbiose, d'immensi fantasmi, di rovine, di giganteschi nuraghes, di torri nere e misteriose. Siamo scese: ci sediamo stanche e silenziose, ravvolte nei nostri scialli e guardiamo la montagna, la valle, l'orizzonte. Il cielo è limpido, la terra bruna, e su tutte le cose regnano i primi silenzi della notte.
L'emozione che si prova davanti alle varie ardie che si susseguono nell'anno agrario che termina con l'assunta e rinasce simbolicamente con la natività di Maria, è forte come così lo stupore che sembra assopirsi ma che si manifesta ogni qual volta il rito si ripete tra il forte incedere dei cavalli è i gosos recitati dai pellegrini che offrono al santo i ceri per sciogliere un voto o per pregare per un proprio defunto o una persona cara alla quale ci si sente vicini. I cavalli, gli stendardi, i cavalieri e le bandiere fanno parte di questo arcobaleno di sensazioni che unite tutte insieme danno un forte impatto emotivo che trascende dalla fede che ognuno ha nei confronti dell'epifania o del sacro. I cavalli e i cavalieri sono le maggiori attrazioni di tutte le manifestazioni e sagre religiose che si tengono in Sardegna, la loro funzione naturale è quella dell'Ardia ovverossia di scortare e di proteggere il santo come accade in gran parte delle processioni che avvengono in Sardigna; gli stessi Pali sono una variabile paradigmatica di questo culto, i Pali come quello dell'assunta che si teneva a Sassari durante la discesa dei Candelieri; il palio di Fonni, di San Giovanni Battista, il Palio di San Mauro a Sorgono e quello di Torralba per la festa dello Spirito santo; il palio di Gavoi che si svolge per la festa delle Madonna d'Itria, il Palio di San Lussorio che si svolge a Borore, a Romana, a Santu Lussurgiu e a Oliena il 21 agosto; Il palio di Ollollai che si svolge il 24 agosto per i festeggiamenti di San Bartolomeo; i Pali di Paulilatino per la festa di Maria Maddalena e per San Costantino; il palio di Lula e di tutti i paesi con forti connotazioni religiose e con una forte propensione nei confronti dei cavalli. I pali di Sedilo, Samugheo, e Pozzomaggiore per la festa di Costantino che restituì la libertà ai cristiani.
Nell'alta notte plenilunare tre cavalieri passano al galoppo attraverso il sentiero delle montagne rocciose. La canna dei loro fucili brilla alla luna, e i cavalli nitriscono nel profondo silenzio del paesaggio sublime.Lontano, le nuvole salgono dal mare di madreperla sottilmente pennellato nell'estremo orizzonte, salgono lente sul cielo d'orpello del plenilunio, azzurre e diafane sul fondo bianco dell'infinito.
Lo stesso autore chiude il racconto ammonendo a non disprezzare il cibo dei poveri.
Resta comunque il fatto che agli inizi dello scorso secolo molti nuoresi si recavano
a cavallo presso il santuario di Lula a venerare il santo e a partecipare al rito
che prevedeva la preghiera nei muristenes, le corse a cavallo e la processione
in onore al santo. Scopriamo altresì che da tempi antichissimi si preparava
un piatto speciale che a San Francesco di Lula era su filindeu.
Usanza che troviamo anche in altre feste importanti della Sardegna
come nel caso di San Gavino di Porto Torres dove si preparava
un formaggio fresco salato a forma di cavallo abbellito da fiocchi
di seta e curiosamente chiamato Lu pizzoni di caxiu che significa
l'uccello di formaggio anche se ciò che viene rappresentato è un
cavallo sul qui dorso e raffigurata una persona. |
Views:
8245
31
ratings |
| Time:
04:15 |
More in
Travel & Events |
[ play video ]
| | |

| VIAGGIO IN SARDEGNA- O ..SARDEGNA DA VIAGGIO??
|
alcune delle splendide immagini di coste e spiagge sarde
LA SARDEGNA AI SARDI |
Views:
28228
30
ratings |
| Time:
05:08 |
More in
Travel & Events |
[ play video ]
| | |

| The Hippy Gourmet Episode #101 in Sardegna, Italy at...
|
http://www.HippyGourmet.com
Capo d'Orso Hotel is located in the Cala Capra Bay - a totally unspoiled corner of Sardinia, approximately four (4) kilometers from Palau and 40 kilometers from Olbia. Capo d'Orso Hotel is romantic and exclusive, sheltered by wild olives and juniper bushes and encircled by beaches protected from the wind, and has a unique charm. The hotel, elegant in its simplicity, offers a full range of services and excellent restaurant facilities. It was entirely renovated in 2002.
In this show we meet Luca Cagliari the General Manager of Hotel Capo d'orso, who takes us through a wonderful tour of the property and the area surrounding the Archipelago of La Maddalena and the famous Costa Smeralda. We feature... |
Views:
2396
4
ratings |
| Time:
27:42 |
More in
Howto & Style |
[ play video ]
| | |

| Andrea Parodi - sigla Sardegna Canta
|
La sigla di Sardegna Canta, dedicata ad Andrea Parodi, programma presentato da Ambra Pintore su Videolina |
Views:
50311
149
ratings |
| Time:
04:03 |
More in
Music |
[ play video ]
| |
|