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Rom bastardo: inchiesta su razzismo in Italia - Parte 2 di 3

Sporchi, ladri, farabutti, scansafatiche e contrari a ogni integrazione? Oppure cittadini normali con una loro cultura, usanze e stili di vita? Chi sono i rom? Da queste domande parte un documentario realizzato dai giornalisti e collaboratori di Focus Carolina Borella, Franco Capone e Andrea Minoglio che cerca di analizzare e smontare alcuni dei luoghi comuni sui rom, oggi oggetto di una campagna discriminatoria e razzista. Il titolo è volutamente provocatorio "Rom bastardo". Perché lo si è scelto? "Romeni bastardi" è la scritta che campeggia su un muro di fianco a un gruppo di case a Pavia, dove vivono alcune famiglie di rom. Segno evidente di un doppio luogo comune e, soprattutto, del un nuovo clima di razzismo dilagante, oggi, in Italia. Quello che vuole tutti i romeni inevitabilmente rom. E quello che vuole tutti i rom inevitabilmente "bastardi". Non a caso "ve ne dovete andare bastardi" era anche la frase più urlata dalla gente a Napoli mentre venivano bruciate le baracche di un campo rom. Imparare dalla storia? "Stirpe di Caino" avrebbero invece detto i notabili dei governi autoritari europei di quattro secoli fa, quando iniziarono a porre quel marchio razziale che indusse i nazisti a sterminare, assieme agli ebrei, mezzo milione di rom. Ma i rom sono davvero "sporchi, nomadi, ladri"? Sono loro a produrre "sporcizia" o alcuni italiani, invece, li usano come alibi per le proprie discariche esistenti proprio vicino ai loro campi? È vero che rifiutano l'integrazione, la scuola, il lavoro, la casa? E perché se un italiano ruba è un ladro, ma se un rom ruba tutti i rom sono ladri o, ancora peggio, assassini?
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Rom bastardo: inchiesta su razzismo in Italia - Parte 1 di 3

Sporchi, ladri, farabutti, scansafatiche e contrari a ogni integrazione? Oppure cittadini normali con una loro cultura, usanze e stili di vita? Chi sono i rom? Da queste domande parte un documentario realizzato dai giornalisti e collaboratori di Focus Carolina Borella, Franco Capone e Andrea Minoglio che cerca di analizzare e smontare alcuni dei luoghi comuni sui rom, oggi oggetto di una campagna discriminatoria e razzista. Il titolo è volutamente provocatorio "Rom bastardo". Perché lo si è scelto? "Romeni bastardi" è la scritta che campeggia su un muro di fianco a un gruppo di case a Pavia, dove vivono alcune famiglie di rom. Segno evidente di un doppio luogo comune e, soprattutto, del un nuovo clima di razzismo dilagante, oggi, in Italia. Quello che vuole tutti i romeni inevitabilmente rom. E quello che vuole tutti i rom inevitabilmente "bastardi". Non a caso "ve ne dovete andare bastardi" era anche la frase più urlata dalla gente a Napoli mentre venivano bruciate le baracche di un campo rom. Imparare dalla storia? "Stirpe di Caino" avrebbero invece detto i notabili dei governi autoritari europei di quattro secoli fa, quando iniziarono a porre quel marchio razziale che indusse i nazisti a sterminare, assieme agli ebrei, mezzo milione di rom. Ma i rom sono davvero "sporchi, nomadi, ladri"? Sono loro a produrre "sporcizia" o alcuni italiani, invece, li usano come alibi per le proprie discariche esistenti proprio vicino ai loro campi? È vero che rifiutano l'integrazione, la scuola, il lavoro, la casa? E perché se un italiano ruba è un ladro, ma se un rom ruba tutti i rom sono ladri o, ancora peggio, assassini?
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Re: Craxi e l'inchiesta Mani Pulite
La storia si ripete! I potenti fanno il bello e il cattivo tempo!
From: hu74go
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Inchiesta Esselunga Coop

Chi è il più conveniente. Il confronto prezzi tra Esselunga e Coop. Inchiesta di Nino Luca
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L'INCHIESTA DI "BALLARO'" NEI CANTIERI EDILI DI NAPOLI
Due anni fa una troupe di "Ballarò" promosse un'inchiesta sul lavoro nero e lo sfruttamento nei cantieri edili di Napoli. Il nostro compagno Ciro Crescentini dipendente e dirigente della Fillea Cgil di Napoli accompagnò il giornalista Domenico Iannaccone in un cantiere edile di Acerra nella provincia di Napoli. La visita in cantiere fu organizzata al momento. Nel cantiere si recarono Ciro, il giornalista, il cameramen e si avvalse della preziosa collaborazione di Dino Tafuto, operatore del Comitato Paritetico Antinfortunistico di Napoli. Sono trascorsi due anni. Ciro Crescentini è stato licenziato dalla Fillea Cgil senza motivo. Ma il motivo vero noi lo sappiamo: Ciro ha denunciato i vertici dell'ispettorato del lavoro di Napoli alla Procura della Repubblica di Napoli per omissione e violazione del segreto istruttorio...Il prossimo 18 gennaio è prevista un'udienza presso la sezione del lavoro del Tribunale di Napoli per discutere del licenziamento di Ciro.
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Inchiesta "L'amore in Italia" (1978) - 3X01
Inchiesta "L'amore in Italia" (1978) - 3X01. Di Luigi comencini. L'inchiesta andò in onda nel dicembre 1978.
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Intervento a L'Inchiesta su RTV38 - seconda parte -
Intervista su RTV38 alla trasmissione L'Inchiesta condotta da Massimo Sandrelli. Rifiuti, Ataf e PD, questi gli argomenti.
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Report 21-10-07 - Inchiesta Why Not (3 di 3)

Report 21-10-07 - Inchiesta Why Not condotta da De Magistris, testimonianze, atti, intercettazioni
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Report 21-10-07 - Inchiesta Why Not (2 di 3)

Report 21-10-07 - Inchiesta Why Not condotta da De Magistris, testimonianze, atti, intercettazioni
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INCHIESTA SULLA CATANIA - GELA , IL PROBLEMA AUTOVELOX

La sicurezza sulla SS 417 Catania-Gela. Prove tecniche sulla strada gestita dall'Anas in collaborazione con la Provincia Regionale di Catania (www.mattiaserpotta.spaces.live.com).
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Spazzatour - un giro turistico per i rifiuti campani

!!ATTENZIONE!! La descrizione è stata aggiornata con le ultime notizie ed approfondimenti, salta qualche rigo per leggerla. ========================================== Martedì 20 marzo 2007, una delegazione della "Stampa Estera", accompagnata da un gruppo di esperti e rappresentanti delle Assise di Palazzo Marigliano di Napoli, del Comitato Allarme Rifiuti Tossici e dei comitati campani per la difesa della salute e dell'ambiente, si è recata in Campania per un viaggio inchiesta in alcuni dei luoghi (Lo Uttaro, Marigliano, Nola, Acerra, Caivano) del disastro ambientale e sanitario legato allo sversamento criminale di rifiuti tossici e alla fallimentare gestione del ciclo dei rifiuti urbani. Il viaggio si èconcluso a Serre (SA), sito di grande pregio paesistico e ambientale, sede di un'importante Oasi naturalistica del wwf e attraversato dal fiume Sele, già interessato da diverse discariche legali ed illegali, che è stato scelto dal Commissariato di Governo Bertolaso per una nuova discarica di rifiuti. Filmato estratto dalla trasmissione "Ambiente Italia" del 31 Marzo 2007 ========================================== Aggiornamento al 6 gennaio 2007 Dalla realizzazione di questo servizio si sono succedute varie vicende. La discarica di Lo Uttaro, di cui si parla nel video, è stata definitivamente (?) chiusa dalla magistratura in quanto non a norma e con impatto ambientale devastante. Inoltre molte delle persone coinvolte nella sua realizzazione sono sotto inchiesta, come si può leggere qui: http://napoli.repubblica.it/dettaglio/Veleni-e-affari:-chiude-Lo-Uttaro/1390672 Nel periodo in cui il video è stato realizzato, il professore Giovan Battista De' Medici veniva contattato dal commissario di governo Bertolaso per l'individuazione di siti idonei ad essere adibiti a discarica, siti che il professore individuò, ma che non sono mai stati presi in considerazione, senza spiegare perché. E' lui stesso a narrare la vicenda, con la seguente lettera: http://ambienti.wordpress.com/testi/discariche-ed-emergenza-rifiuti-in-campania/ L'opinione di De' Medici, ormai condivisa dalla maggioranza delle persone, scienziati, medici, giuristi ed attivisti che si battono per una soluzione definitiva al problema è che dietro l'emergenza vi sia l'intento di spingere alla costruzione degli inceneritori in Campania, facendoli apparire come l'unica soluzione possibile. Tale teoria è confermata dal concerto di dichiarazioni "inceneritoriste" che in questi giorni si stanno susseguendo su tutte le TV nazionali, per bocca dei soliti politici e di Legambiente, i cui maggiori esponenti sono pagati per andare a presiedere tavole rotonde sull'incenerimento dei rifiuti, in una delle quali chi scrive è anche riuscito a prender la parola. In tutto questo, l'inceneritore di Acerra è stato bloccato dalla magistratura e la casa costruttrice, la FIBE (legata all'Impregilo di Romiti - ammanigliato con il Corriere della Sera) è stata messa sotto inchiesta, come si può leggere qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=188827 De' Medici è concorde con chi scrive nel considare che la Campania è una delle regioni più popolose d'Italia e nonostante questo non ha neanche un'inceneritore. Se dovessero entrare in funzione impianti di compostaggio, riciclaggio e trattamento meccanico-biologico, se dovessero essere utilizzati siti idonei per lo stoccaggio provvisorio, se dovesse essere fatta partire una raccolta differenziata porta a porta, si arriverebbe al paradosso che, al momento della finitura dell'inceneritore di Acerra, tale inceneritore non servirebbe assolutamente a nulla, resterebbe inutilizzato. Questo sarebbe un problema enorme di immagine per tutti gli altri inceneritori esistenti sul territorio italiano e non: se una regione come la Campania, con la sua storia, i suoi usi ed i suoi costumi, la sua enorme popolazione, dovesse riuscire a fare a meno degli inceritori ed al contempo uscire dall'emergenza, la gente comincerebbe a domandarsi a che diamine servono gli inceneritori, scatenando un deleterio (per gli affaristi, ovviamente) effetto a catena. Seguire i soldi. Sempre. Anche quando, ad esempio, si parla di cassonetti bruciati: siamo sicuri che a bruciarli siano i cittadini, e non chi sarà poi chiamato a provvedere allo smaltimento dei rifiuti bruciati, che vanno smaltiti in maniera speciale? Perché ancora non è mai stato beccato nessun incendiario? Rifletteteci! Per maggiori informazioni, fare riferimento agli Amici di Beppe Grillo di Napoli: http://beppegrillo.meetup.com/10/
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Inchiesta Telecom: De Santis al Tg5 ''io spiato da Moratti''
Nell'intreccio spettacolare di spioni e spiati del caso Telecom, nelle pagine infinite di nomi, moltissimi ignoti, alcuni molto noti, pedinati e intercettati per anni, ne emerge uno. Quello dell'arbitro Massimo De Santis, unico fischietto punito nello scandalo di Calciopoli con 4 anni e 6 mesi di sospensione. E un dossier, a lui dedicato dalla società di investigazioni private di Cipriani: dossier "ladroni", ora al vaglio della procura di Milano. Massimo De Santis fu pedinato dagli 007 privati, pagati su ammissione dello stesso Cipriani dalla Fc Internazionale. Vale a dire dall'Inter di Moratti. E dalla Pirelli. E Massimo Moratti è nel consiglio d'amministrazione di Telecom, così come l'ex presidente Tronchetti Provera è azionista dell'Inter, oltre ad esserne sponsor con Pirelli. Si apre, così, un nuovo capitolo anche per Calciopoli. "Inizialmente, saputo di questa operazione messa in atto da Moratti, pagata dalla Pirelli a cipriAni, siamo rimasti schifati. Uso un termine forte, ma a fronte di tutto quello che sto pagando non lo è. Soprattutto perché questo veniva da chi si è sempre proclamato innocente, estraneo proprio perché non figurava nelle intercettazioni", dice l?arbitro ai microfoni del Tg5. "Moggi aveva detto di volere schede telefoniche internazionali. Lo abbiamo preso per stravagante. Ma oggi parlo a nome degli italiani che si sentono spiati. Spiati da persone che volevano cambiare il volto del paese, sapere segreti, entrare nella vita quotidiana. I giudici lo devono considerare adesso", prosegue De Santis. Che conclude, con malcelata ironia: "Moratti accusa ancora di recente gli arbitri di non favorire l'inter. Ho letto le lamentele dell'Inter. A questo punto penso che forse l'unica soluzione è che l'Inter faccia un campionato da sola. In campo da sola, tutta le partite, così che nessun arbitro la possa danneggiare". ------------------------------ IL CASO DE SANTIS Il libro nero del calcio, vol. 1 Pagina 217 Intercettazione del presidente del Cagliari, Cellino: "...che vada ad arbitrare la JUVE fisso e non ci rompa i coglioni! Gli faccia vincere il campionato e non ci rompa il c**** DE SANTIS!" A parte la scurrilità dell'eloquio, questa sua affermazione ci porta a fare un'osservazione: se De Santis avesse arbitrato tutte le partite di campionato della Juventus, con quanti punti avrebbe concluso il campionato la Juventus? Risposta: Con 53 punti. E' sufficiente un'equivalenza 5:7=38:x, ovvero, se in cinque partite arbitrate da De Santis la Juventus ha totalizzato sette punti quanti ne avrebbe totalizzati in trentotto partite? 53. Contro gli 86 realmente ottenuti a fine campionato (una bella differenza...) non avrebbe neanche ottenuto un posto in Champions' League. Questo confronto teorico è possibile sulla base dei reali dati delle partite della Juventus arbitrate da De Santis nel corso della stagione 2004-2005: Juventus-Atalanta 2-0 (2a giornata) 3 punti Lecce-Juventus 0-1 (12a giornata) 3 punti Parma-Juventus 1-1 (17a giornata) 1 punto Palermo-Juventus 1-0 (23a giornata) 0 punti Juventus-Inter 0-1 (32a giornata) 0 punti Quindi punti totali 7 su 15 a disposizione: un pò pochino da un arbitro asservito! Ma questa evidenza non sembra interessare molto agli organi inquisitori. Interessa invece ai CC trarre la seguente conclusione: "ulteriori CONFERME che il De Santis è legato a Moggi vengono fornite da alcune frasi pronunciate dal presidente del Cagliari Massimo Cellino". Queste interpretazioni si commentano da sole. Tratto da "Calciopoli_2006_il_processo_illecito"
From: ITA83
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